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Storie di Alumni al top: intervista a Lisa Da Re

14 dicembre 2023 - Alberto Giacobone






Andando in ordine cronologico avremmo dovuto pubblicare le storie di altri alumni al top, quelli della terza edizione; possiamo confermare che sono in elaborazione, ma per tenere il ritmo delle nostre pubblicazioni ci portiamo un po’ avanti: il nostro percorso alla scoperta delle “Storie di Alumni al top” arriva quindi alla quarta edizione, che si è conclusa nel 2023.

Come per la terza edizione ci sono state due classi, Full Dive e FLEXO.

Partendo dalla prima, a raggiungere la cima della classifica è stata Lisa Da Re, IT Risk & Business Continuity Specialist in BNP Paribas Leasing Solutions, che si è gentilmente resa disponibile per questa intervista.

Partiamo dall’inizio: ci racconti il tuo percorso di formazione e professionale e quali sono stati i segnali che ti hanno fatto capire che era il momento giusto per intraprendere un Executive MBA?

Il mio percorso può essere descritto da una celebre frase di Schopenhauer “Il destino mescola le carte e noi giochiamo.” Mi sono laureata in Management nel 2013 ed il giorno dopo la laurea ho iniziato a lavorare in consulenza. In quel periodo ero interessata al mondo delle Risorse Umane ma il destino ha mescolato le carte e mi sono ritrovata nel Data Center di uno dei principali operatori di telecomunicazioni in Italia nel ruolo di Project Manager. In quella realtà, così distante dai miei studi, ho scoperto un mondo affascinante che ho poi scelto come settore lavorativo: la sicurezza informatica.
Ho quindi iniziato a “giocare”, ricominciando a studiare la nuova materia e affrontando continue sfide quotidiane.Credo molto nell’importanza della formazione continua e ogni anno cerco di ritagliarmi del tempo per frequentare un corso o ottenere una certificazione.
Da qualche anno ero interessata a completare la mia formazione da economista con un MBA che prestasse attenzione al mondo digitale in cui lavoro. EMBA Ticinensis ha risposto a tale mia esigenza e vincere la borsa di studio “Best Manager Under 35” mi ha permesso di realizzare il mio desiderio.

Come hai vissuto questo master e quali sono le risorse che pensi di aver messo nel tuo bagaglio grazie a questa esperienza?

Il master è stato un viaggio emozionante che mi ha permesso di riprendere tematiche affrontate durante gli studi universitari e contemporaneamente immergermi in temi più attuali.
Tuttavia, il valore aggiunto del viaggio sono state le numerose occasioni di confronto con docenti, realtà aziendali e, non ultimi, i compagni di corso perché l’unica regola di un buon viaggio è non tornare come si è partiti ma tornare diversi, influenzati dalle esperienze vissute e condivise.

Sei arrivata prima della tua classe, congratulazioni! Quali sono gli ostacoli più importanti che hai superato per arrivare a questo risultato?

Ogni risultato ottenuto credo derivi da competenze ed impegno. La mia classe era composta da validi professionisti per cui mi sono dovuta impegnare molto!
Come tutti i viaggi impegnativi, la parte complessa è stata coniugare la vita da studente con quella lavorativa e familiare ma per fortuna sia la mia famiglia, sia il mio responsabile al lavoro mi hanno sempre sostenuta in questo percorso.

Cosa consiglieresti a chi non ha ancora intrapreso un executive MBA come EMBA Ticinensis?

Consiglierei di mettersi alla prova e lanciarsi nell’avventura!

Le sfide che le aziende italiane dovranno affrontare nei prossimi anni sono davvero molte e tra queste il fronte della cybersicurezza, di cui ti occupi, è in crescendo: qual’è secondo te la sfida più urgente su cui rivolgere la nostra attenzione?

La sicurezza informatica è certamente un tema di grande criticità, non solo per le aziende ma anche per tutti noi che ormai viviamo in simbiosi con la tecnologia.
Secondo il Clusit, l’Associazione italiana per la sicurezza informatica, l’Italia è diventata uno degli obiettivi preferiti dai cybercriminali visto che nel 2022 ha subito ben il 7,6% di tutte le azioni malevole a livello globale, con una crescita del 168% rispetto al già difficile 2021. Inoltre, tale dato riguarda chiaramente il solo mondo delle aziende, riuscite a immaginare quale possa essere l’entità degli attacchi se consideriamo anche i nostri strumenti personali?
Credo, quindi, che la prima sfida da affrontare riguardi proprio la consapevolezza e la formazione delle persone!
Spesso si parla di fattore umano come anello debole in quanto la maggioranza degli attacchi informatici si realizza a causa di un errore umano. Da qualche anno, insieme a diverse associazioni del settore, collaboro per fare in modo che tale visione cambi e si parli di “firewall umano”. Un firewall nel mondo informatico è un sistema di protezione che difende le macchina di una rete collegata a Internet da accessi non autorizzati. Investendo in formazione ciascuno di noi può diventare un “firewall umano”, ovvero avere a disposizione gli strumenti, intesi come competenze e dispositivi IT, per riconoscere, mitigare e affrontare le minacce informatiche.

Ancora grazie a Lisa Da Re per la sua disponibilità e per la sua esortazione, condivisa, a investire in formazione, anche sul fronte della sicurezza.

Appuntamento alla prossima e – per ora – ultima intervista, a presto!