Storie di Alumni al top: intervista a Debora Guma
14 dicembre 2023 - Alberto Giacobone
Dopo l’intervista a Lisa Da Re, prima classificata nella classe Full Dive della quarta edizione di EMBA Ticinensis, è giunto il momento dell’intervista a Debora Guma, Global CIO De’Longhi Group, che si è distinta per aver ottenuto il punteggio più alto nella classe FLEXO della quarta edizione di EMBA Ticinensis, rientrando di diritto tra le persone protagoniste di questa serie di interviste, “Storie di Alumni al top”.
Debora, grazie ancora per la tua disponibilità, è un vero piacere potersi confrontare con te in questa intervista. Partiamo dal tuo percorso di crescita, personale e professionale, ci racconti le tappe più importanti e le situazioni a cui tieni di più?
Il piacere è mio perché, per andare subito al punto, considero l’esperienza con EMBA Ticinensis una delle più positive per la mia crescita personale e professionale. Per il resto, devo dire che la domanda ha vasti orizzonti di risposta per cui la limiterò alla mia crescita professionale – che comunque rappresenta intrinsecamente anche una crescita personale – per non arrivare a coinvolgere la mia analista
Ho cambiato diverse volte lavoro e ogni esperienza mi ha dato qualcosa ma sicuramente l’esperienza in consulenza, svolta in due aziende diverse e in due momenti diversi della mia vita, è stata molto formativa. C’è poi l’esperienza in Carrefour che è stata sicuramente una svolta perché per la prima volta ho avuto il ruolo di CIO, un ruolo che, nella carriera informatica, è sicuramente l’esperienza più a 360 gradi che si possa fare. E infine la più recente in De’Longhi che non solo mi ha permesso di confrontarmi con una responsabilità internazionale globale vista la diversità dei paesi in cui sono presenti team IT, ma mi ha dato anche la possibilità di conoscere oneri ed onori dell’avere avere la responsabilità legale di una azienda, e-Services, che oltre a lavorare per il gruppo De’Longhi ha anche tanti clienti esterni. E’ quindi un ruolo che rappresenta la sintesi dei due percorsi lavorativi che ho affrontato nella mia vita. Evidentemente, nella crescita professionale (e personale) svolgono un ruolo importante anche le attività formali di formazione: ne ho fatte tante perché credo fermamente nel “life long learning”. Ne cito due: il Master in “Informatica Giuridica e Diritto delle Nuove Tecnologie” che ho svolto a Bologna: una tappa fondamentale per arricchire il ruolo di CIO della competenza sulla contrattualistica informatica, una competenza che è rara nelle aziende perché sono necessarie competenze di base sia in ambito informatico sia in ambito giuridico. E infine, ovviamente, EMBA Ticinensis di cui, vista l’età anagrafica e lavorativa, ho potuto davvero godere per il puro gusto di apprendere e senza pressioni di alcun tipo. Ho già detto in passato che nella grande offerta presente in Lombardia sugli MBA, ho scelto EMBA Ticinensis per il carattere innovativo del programma. Quella che era solo un’ipotesi in fase di scelta è stata poi ampiamente confermata dal contenuto delle lezioni e dalla scelta dei e delle docenti.
Affrontare un Executive MBA è un impegno significativo e lo è ancora di più quando il ruolo professionale è di particolare rilievo, come nel tuo caso: come ti sei avvicinata a questa esperienza e come hai vissuto questa sfida?
Partecipare a un MBA era un mio desiderio da tanti anni, oserei dire da quando mi sono laureata. La combinazione tra impegni lavorativi, lo scorrere non sempre lineare della mia vita personale e impegni nel volontariato non mi ha mai lasciato il tempo di dedicarmi a un percorso così impegnativo fino a quando non mi sono detta “ora o mai più”. E quindi l’ho fatto su un invito di Emanuele Bagna che mi ha “intercettato” per la mia collaborazione quasi casuale a una survey di ricerca dell’Università di Pavia. La sfida l’ho vissuta nel miglior modo possibile ovvero con l’intenzione di imparare e di confrontarmi con la capacità di mettere in pratica con i vari “assignment” quanto apprendevo. E’ stato anche bello confrontarmi con i miei colleghi e colleghe, diversi per formazione, per attività lavorativa e per età. Nei mesi di lavoro si è costruita una bella relazione in cui ognuno e ognuna di noi si metteva a disposizione degli altri e delle altre per quello che sapeva fare o aveva appreso meglio durante le lezioni. La capacità di collaborare tra persone così diverse e lo spirito di gruppo sono altri due elementi di crescita che vengono indotti dall’affrontare un percorso sfidante come un MBA.
Hai terminato il tuo percorso da prima della classe, a tutti gli effetti, complimenti! Cosa pensi siano gli insegnamenti di maggior valore acquisiti durante questo percorso?
Questa risposta è difficile. Ogni cosa nuova che imparo per me ha un valore. Se devo proprio scegliere, ho trovato molto interessanti le lezioni sulla creatività e sul management internazionale. Queste ultime mi hanno dato una ancora maggiore comprensione di come le attività di business (o meglio, tutte le attività) siano condizionate dall’assetto sociale e dalla cultura del Paese in cui vengono svolte: da tenere ben presente per chi come me lavora in una società internazionale con sedi anche in Paesi molto diversi dalla nazione nella quale risiede l’Head Quarter e della cui cultura il Top Management è in genere impregnato. Più in generale, devo dire che anche le lezioni su argomenti che già padroneggiavo mi hanno dato modo di sistematizzare le mie conoscenze e di fare in modo che assumessero maggior valore.
Che consigli vuoi condividere con chi si avvicina a questa esperienza per trarne il meglio?
Il consiglio più importante è quello di darsi tempo: facciamo un MBA una volta nella vita … cerchiamo di trarne tutti i benefici possibili. Questo significa approfondire gli argomenti anche al di là degli assignment per il superamento del modulo, fare domande ai e alle docenti, proporre discussioni con i colleghi e le colleghe. Io ci ho provato per quasi tutta la durata del master ma devo confessare che verso la fine del master ero troppo stanca per non focalizzarmi solo sugli assignment.
Teniamo lo sguardo puntato in avanti: quali sono secondo te nei prossimi anni le sfide più importanti per chi ricopre un ruolo come il tuo in una grande azienda e le competenze trasversali più utili per vincerle?
La sfida più importante per una grande azienda è mantenere o acquisire la flessibilità che serve per mantenere il ritmo del mercato che cambia sempre più velocemente. Cambiano i gusti dei consumatori, cambiano i costi delle materie prime, cambiano vorticosamente le tecnologie ed aumenta sempre più la loro capacità di fornire al business un valore aggiunto nella competizione. Le competenze trasversali che servono sono quindi la flessibilità che purtroppo non è proprio una delle migliori caratteristiche della nostra generazione ovvero proprio di quella generazione che ad oggi si trova spesso a gestire le grandi aziende, Serve inoltre enormemente lo sviluppo della capacità di ascoltare: dobbiamo arricchire le nostre esperienze e competenze con quelle che derivano da altre culture, da altre generazioni, da altre abilità. Dare seguito quindi alla tanto sbandierata “Diversity&Inclusion” che di fatto ancora permea poco le grandi (e le piccole) aziende. Bisogna sempre ricordarsi che noi lavoriamo perché la nostra azienda (e la Terra) ci sopravviva e quindi dobbiamo sforzarci di applicare paradigmi moderni anche distanti dalla nostra esperienza, primo fra tutti un minore esercizio della gerarchia, non per scivolare nell’anarchia ma per dare modo a giovani talenti di esprimersi al meglio.
Siamo giunti al termine dell’intervista con Debora, che ringraziamo per i tanti spunti di valore che ci ha condiviso, e siamo giunti anche al termine di questa prima tornata di “Storie di Alumni al top”: al momento in cui scriviamo la quinta edizione è in corso e sono aperte le candidature per partecipare alla sesta.
Avremo quindi modo di riprendere questa serie più avanti, ma la curiosità per i percorsi delle tante persone che hanno scelto di impegnarsi in EMBA Ticinensis ci porta a voler realizzare e condividere altre interviste che, speriamo presto, potrete leggere sempre su questo blog.
Ancora una volta quindi, appuntamento alla prossima intervista!
