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Storie di alumni EMBA Ticinensis: il percorso di Giuseppe Consoli, dottore commercialista al servizio del fare impresa in maniera realmente sostenibile

8 gennaio 2024 - Alberto Giacobone






EMBA Ticinensis ha preso il via ormai da più di un quinquennio e sono molte le persone che hanno completato questa esperienza di formazione Executive e oggi mettono a frutto quanto appreso nel loro percorso professionale e di vita.

Il mondo in cui lavorano è significativamente diverso da quello in cui ha preso il via questo Executive MBA: in questi anni sono stati anche molti i cambiamenti, dalla recente pandemia, da poco ufficialmente conclusa, agli sviluppi sul fronte dell’intelligenza artificiale, dalle crisi geopolitiche ai sempre più evidenti cambiamenti climatici che si traducono in fenomeni meteorologici estremi.

Dopo l’avvio della serie “Storie di Alumni al top”, che ci ha visto pubblicare il racconto delle esperienze delle persone che hanno ottenuto i migliori risultati delle rispettive classi, con questo articolo inauguriamo una nuova serie, “Storie di alumni EMBA Ticinensis”, in cui conversiamo con alcune delle persone che hanno preso parte alle diverse edizioni del master e ci addentriamo un poco nel loro mondo, alla ricerca e scoperta di stimoli e ragionamenti utili per il percorso di lifelong learning di tutti noi.

Le “chiacchiere” di questo articolo sono con Giuseppe Consoli, alumno del percorso FLEXO della terza edizione di EMBA Ticinensis.

Giuseppe, grazie per essere qui con noi oggi e per aver trovato il tempo di condividere la tua esperienza.

Grazie a voi per avermi voluto coinvolgere in questa esperienza: sono molto contento di poter aggiungere la mia voce a quello che resta un racconto corale.

Partiamo dall’inizio: cosa facevi quando hai iniziato il tuo percorso in EMBA Ticinensis e come è scattata la scintilla che ti ha fatto dire “ok, si parte, lo voglio fare”?

Quando ho iniziato EMBA Ticinensis ero impegnato in molte attività: Dottore Commercialista, Revisore Legale, Innovation manager MIMIT (illo tempore MISE), Consulente alle imprese e molto altro.
Nel confronto quotidiano con molte persone che palesavano le situazioni più disparate sentivo che mi mancava qualcosa: sempre più sentivo una certa distanza tra i miei valori personali e l’esperienza d’insieme che stavo maturando, in un mercato dove spesso vedevo che gli obiettivi economici non tenevano in debito conto aspetti per me sempre più fondamentali, come il rispetto delle persone e l’attenzione per il mondo in cui viviamo.
Questa dissonanza mi ha portato a cercare alternative e per farlo al meglio ho sentito il bisogno di alimentare la mia mente (e la mia anima) con strumenti e concetti che non avevo ancora fatto miei nel mio percorso di studi fino a quel momento: quando ho incontrato EMBA Ticinensis e ho compreso la sua impronta orientata ad un’innovazione guidata dalle 3P (People, Planet, Profit) ho intuito che avrebbe potuto fare per me e mi sono iscritto.

Che esperienza hai vissuto nei 18 mesi di Executive MBA? Rispetto alle aspettative che avevi, che conferme e sorprese hai avuto?

L’esperienza più interessante è stata quella di condividere con persone inizialmente sconosciute e con esperienze lavorative in settori anche molto diversi tra loro i vari temi oggetto di studio dei quali alcuni mi erano già noti, altri no, e in generale ho percepito moltissimo valore nell’affrontarli insieme ai compagni di corso, ciascuno con la sua prospettiva ed esperienza di vita.
Le aspettative che nutrivo erano soprattutto volte ad acquisire quelle competenze che mi sentivo mancare per potermi muovere con più confidenza nella direzione che sentivo giusta e quello che mi ha colpito particolarmente del percorso è stato il modo in cui le ho acquisite: ho trovato molta curiosità da parte dei miei colleghi e molta passione sia nel corpo docenti che nello staff di supporto.
Alla fine non stavamo solo “imparando”, ma si faceva sempre più chiaro in me che lo stavamo facendo con l’intenzione di mettere in campo un certo modo di essere consulenti/manager e dare “forma” al futuro.

Che consapevolezze hai maturato durante l’Executive MBA e come hanno influenzato le tue scelte future?

Sicuramente la consapevolezza che si può cambiare, consolidando l’equazione in funzione della quale la formazione è un investimento che genera un rendimento positivo a tre cifre.
Un primo rendimento emerge anche solo per il fatto che “non si rimane fermi“.
Un secondo rendimento è stato raggiunto grazie all’aver maturato la capacità di poter dialogare proficuamente con nuovi soggetti e nuove figure professionali emergenti in un mondo “post-COVID” in modo equilibrato e consapevole.
Un terzo rendimento è stato quello di guardare con occhi diversi alla tecnologia di cui, ora che ci ragiono a posteriori, non avevo compreso appieno il potenziale e quindi ho deciso di dedicare più attenzione nel mio percorso formativo a questi aspetti.

Dopo l’Executive MBA hai intrapreso un importante percorso di cambiamento: ce lo racconti?

Partiamo da una consapevolezza: se non lo desideri tu, se non ci credi tu, nessuno ti può convincere.
Il cambiamento è stato innanzitutto un cambiamento di “testa”, anzi, mindset, per usare un inglesismo particolarmente in voga.
Con un nuovo mindset più aperto agli altri e alle loro esigenze, anche al di là di tornaconti diretti o indiretti di natura economica, ho eliminato un ostacolo al percorso che volevo intraprendere.
Ho trovato il coraggio di dire “NO” ad alcune attività di consulenza, devo dire molto ben pagate, che però riguardavano attività non in linea con il mio set valoriale.
Questi primi “NO” in qualche modo sono stati liberatori dandomi modo di perseguire con più determinazione strade che reputavo più adeguate.
Mi sono messo in discussione e già ora posso dire che i primi risultati sono cominciati ad arrivare.
Lavorando quotidianamente con le imprese ed “i loro bilanci”, sempre di più mi sono trovato ad osservare le scelte – spesso tremendamente difficili – poste in essere da imprenditori e manager.
Fare impresa senza pensare al bene delle persone e del pianeta è sempre più dalla parte sbagliata della storia e sono molto contento di vedere un crescente allineamento in questa valutazione.
In questo senso è stata illuminante la lettera di Larry Fink, CEO di BlackRock, il quale a fine 2022 ha scritto senza mezzi termini a tutti gli Amministratori della società in cui ha investito per comunicare un messaggio chiaro ed univoco: operiamo con un mindset aperto alla sostenibilità oppure dimentichiamoci di rimanere imprese di successo.
Se lo dice anche uno “squalo” della finanza, più chiaro di così cosa si può dire?
Oggi lavoro per portare questa sensibilità sul mercato: ho studiato presso la “Scuola Etica di Alta Formazione e Perfezionamento Leonardo”, scheme owner della norma SRG 88088:20 accreditata da Accredia per essere Auditor in grado di certificare le imprese ai fini della sostenibilità e dare attuazione alla Direttiva UE 2022/2064 sul tema del Reporting di sostenibilità delle imprese.
La crescente competenza su questo fronte mi ha portato ad essere piacevolmente coinvolto in importanti tavoli ed avere l’occasione di contribuire a creare la giusta cultura attraverso diverse docenze e testimonianze, a vantaggio di colleghi e oltre.
Ne cito un paio, per me particolarmente significative:
in occasione di un convegno presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Napoli Nord sui temi della sostenibilità in relazione ai Commercialisti e al mercato, ho avuto l’onore di condividere il palco con il Tenente Colonnello Massimiliano Corsano, Comandante Gruppo Carabinieri per Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica, che come eminente rappresentante dello Stato sta portando avanti con grande forza e determinazione un percorso di sostegno e crescita della consapevolezza dei principi che sottendono alla volontà di generare una normativa equa e capace di generare valore.
La seconda è una docenza sul tema del Paradigma dell’Economia Civile contrapposto al Paradigma dell’Economia Politica, in cui simbolicamente ho preso il testimone dal Prof. Zamagni: è stata davvero una grande emozione, un’occasione che ho vissuto con responsabilità e gratitudine.

Quali sono gli strumenti appresi durante l’Executive MBA che più ti stanno servendo in questo tuo percorso?

Certamente tutti gli strumenti acquisiti durante le lezioni inerenti l’Agile Management e il Business Storytelling mi hanno particolarmente stimolato, forse perché i più “nuovi” rispetto a quelli che avevo già incontrato
È stato anche molto interessante conoscere le Exponential Organization connesse alle lezioni inerenti la Leadership e le Soft Skill.
In ultimo – ma nel cuore per primo certamente – resta il tema della Circular Economy, che ho avuto modo di approfondire sia durante l’Executive MBA che dopo.

C’è qualcosa che vorresti condividere con chi sta valutando di intraprendere le nuove edizioni di EMBA Ticinensis?

Suggerisco fortemente di incuriosirsi, ossia di non lasciare nelle bozze quella mail in cui volevi qualche informazione sull’EMBA e non sai se inviarla: contattate la Segreteria e il corpo docenti di EMBA.
Soprattutto non esitate a credere che la parte più difficile per crescere e decidere di iniziare a cambiare: se lo dice un Commercialista, ex milanese imbruttito, qualche speranza c’è per molti altri. O no?

Certamente! Ancora una domanda, concedicela: le sfide da affrontare nei prossimi anni sono tante, così come le opportunità: volendo fare una (difficile) classifica, quali temi metteresti nella top 3 e con che motivazioni?

Ritengo che al centro di tutto ci sia la necessità di un rinnovato bilanciamento tra qualità della vita, equilibrio sociale e soddisfazione professionale.
Poi, proseguendo nel ragionamento, le opportunità e sfide sono tante.
Si stanno sempre più facendo largo le stabili organizzazioni immateriali, cioè imprese in cui la sede fisica smette di essere un vincolo, permettendo agli imprenditori di scegliere dove “posizionarsi”: questa scelta, che in passato è stata fatta principalmente sulla base di criteri di convenienza economica, oggi può – e auspicabilmente deve – essere sempre più fatta inglobando altri criteri di valutazione.
Dobbiamo poi ragionare con quella grande incognita che è l’intelligenza artificiale, una risorsa destinata a cambiare radicalmente il nostro mondo: il come dipende dalle nostre scelte.
Proprio in questo senso, non dobbiamo perdere di vista che il nostro agire ha un impatto sulla vita di moltissime persone che non sempre sono così consapevoli di certe dinamiche e in questo sono vulnerabili: se ci penso, saper “fare la cosa giusta” di fronte a questa vulnerabilità è forse la competenza più importante da acquisire nei prossimi anni.

Che dire? Ringraziamo Giuseppe Consoli per il tempo che ci ha dedicato e chi ci ha letto in questa prima puntata della serie “Storie di Alumni EMBA Ticinensis”. Torneremo quanto prima con nuovi momenti di scoperta: per sapere quando l’ideale è seguirci sulla nostra pagina LinkedIn!