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EMBA Ticinensis, al via l’edizione 2019 / 2021: pronti alla sfida?

5 luglio 2019 - Stefano Denicolai






Giovedì

Era un giovedì: mai amato i giovedì. La stanchezza della settimana comincia il giovedì a farsi sentire, mentre la domenica di riposo è ancora lontana. Inoltre: se lavori in Università, non ami i giovedì. Non so perché, ma è così.

Beh, fatto sta che era un giovedì, e la Prof.ssa Zucchella mi attendeva nel suo ufficio esordendo in modo piuttosto tranchant: “Ste, dobbiamo avviare un Executive MBA”. Devi sempre portare rispetto a un tuo superiore di grado. Però la reazione tradì un po’ di sbigottimento: “Anto… ma Università di Pavia non ha mai avuto un Executive MBA… che c. dici?”. La contro-risposta non lasciava spazio a dubbi: “Appunto: dobbiamo avviare un Executive MBA”. O meglio, dubbi ce ne erano molti: si partiva da una semplice idea del giovedì, null’altro. Non un granché come presupposto.

Al lavoro

Passano i mesi, passano i castelli di appunti (rigorosamente fogli di riciclo), passano le giornate dove – nelle nostre teste sognanti – era evidente come risollevare le sorti dell’universo, arrivano gli schiaffi che invece ci riportavano sulla terra. Antonella, Alberto, Birgit, Enrica, Fabio, Giovanna, Grazia, Matteo… So che state leggendo e so che sapete bene di cosa sto parlando.

Arriviamo ultimi, ma arriviamo primi: ci siamo ripetuti più volte. Ultimi in ordine di apparizione fra corazzate da tempo attive su programmi di questo tipo, ma “primi” perché abbiamo cercato di trasformare questa circostanza in un punto forza per ripensare paradigmi consolidati senza vincoli o ancoraggi in consuetudini rodate. Per offrire qualcosa di davvero “dirompente”, avanzato, concreto. Con spalle forti grazie agli oltre 650 anni di storia di Università di Pavia.

Il grande giorno

Così che alla fine il grande giorno è arrivato: 16 novembre 2018, parte la prima edizione di Executive MBA Ticinensis, grazie anche alla visione illuminata di UBI Banca, che ha puntato su noi, ha creduto fortemente nel nostro progetto e nella nostra sfida di ripensare la formazione in ambito manageriale. A loro un ringraziamento speciale.

Grande responsabilità, qualche sano timore, ma il tessuto manageriale ha risposto, eccome se ha risposto: quasi 100 candidature per soli 20 posti, arrivate in gran parte dal nord Italia, qualcuna dal Sud e qualcuna pure dall’estero. Tutti qualificatissimi. Una selezione difficile, che ci ha lasciato un’aula d’eccellenza, ora essa stessa un punto di forza del programma.

Gli “originals”

Gli “originals” – la nostra prima classe – sta viaggiando senza tregua passo dopo passo lungo l’impegnativo percorso formativo che abbiamo tracciato. Un percorso fatto certo di sessioni d’aula con docenti dalle migliori business school al mondo… Ma anche di ‘esperienze’. Apprendere là dove le cose avvengono, ci piace dire: dalla settimana a Boston nelle università migliori e i centri di ricerca più avanzati, fino alle sessioni immersive dentro ad aziende che hanno molto da raccontare e che ringraziamo di cuore per averci aperto le porte, dandoci modo di dare “una sbirciatina” al futuro che stanno costruendo. Tutto questo sapendo che abbiamo un’accogliente casa che ci aspetta al termine di ogni viaggio: lo splendido Palazzo Vistarino, sede del nostro corso.

Vedo crescere i nostri “originals”, sessione dopo sessione. Muoversi sempre più agevolmente nei meandri di un cambiamento che invece lascia tanti senza fiato, incapaci di reagire. E invece i nostri corsisti no… Stanno imparando a “respirare con le branchie di Google” (cit. Baricco), li vedo che stanno diventando sempre più consapevoli del loro potenziale. Sì, ne sono successe di cose da quel giovedì. E’ successo che il percorso di sperimentazione ci ha portato a situazioni e collaborazioni inusuali, come convincere i corsisti che devono imparare a scrivere, appassionare chi li segue, trasferire a loro volta conoscenza. Per esempio – grazie al lavoro svolto insieme – vedere il primo post di Massimiliano essere pubblicato su Econopoly / Sole24ore, e curiosare l’interesse che ha generato nella rete, ci ha riempiti di orgoglio. Dopo è stata la volta di Marcello, e altri sono ora pronti ad ottenere lo stesso risultato.

Creiamo conoscenza, non la subiamo

Creiamo conoscenza, non la subiamo. Ancora, sta prendendo vita un libro sulle competenze manageriali del futuro scritto dai nostri corsisti, con un taglio molto originale: una sorta di racconto antologico sul possibile futuro che ci attende – qua e là un poco distopico – ma fortemente ancorato ad elementi concreti. Conoscete Black Mirror? Qualcosa del genere, ma che anziché essere intrattenimento è formativo e scientificamente solido. Puntiamo a presentare questo sforzo a settembre: restate sintonizzati. Creiamo conoscenza, non la subiamo, e continueremo a fare così.

La community

Poi c’è la community della prima edizione. Non ve la posso spiegare in un post, i nostri corsisti sanno a che mi riferisco. Alberto, hai ragione tu: non era per nulla scontato! Chiara P., la tua email è stampata nel mio ufficio… Lo sai? Chiara G., pensavo: la tua idea che abbiamo discusso a Boston è grande. Claudia, che effetto fa ritrovarsi il Previ in aula? Enrico, vedrai che questa scommessa la vinci. Federico M.: tutto a posto in aula!? Federico B., stai creando qualcosa di grande e lo sai. Flavio: la timidezza che però ‘performa’. Gabriele, i tuoi viaggi e i tuoi sforzi per seguirci sono impagabili. Gianluigi, un’intesa che mi devi promettere non si chiuderà con EMBAT. Luana, tanto alla fine l’avrai vinta tu, è un finale già scritto. Helga, abbiamo bisogno della tua energia, grazie. Luca, il tocco di autorevolezza che ci serve. Marcello, va beh ci ho messo tanto ma ne è valsa la pena! Maria, ritrovarti in EMBA così cresciuta è stupendo. Massimiliano, ricordi la nostra chiacchierata prima di partire? Beh, ora vedere la passione che metti in EMBAT è il massimo. Matteo, ora sale a bordo Fedegari come partner ufficiale: forse c’è il tuo zampino? Grazie! Maurizio – come per altri in aula – hai davanti una carriera che sarà pazzesca, ne sono certo; speriamo di giocare un piccolo ruolo anche noi in tutto ciò. Misal, sento che non finisce qui… Faremo grandi cose insieme: challenge accepted? Nicola, a te un grazie speciale e sai il perché. Roberta, che piacevole scoperta! Tostissima, no di più. Roberto, quando metti il tuo tocco di creatività si respira una marcia in più: fallo più spesso. Sara, lo so è un gran sacrificio, ma tutti ti stanno apprezzando tantissimo: what else?

I riscontri positivi

I riscontri ci danno grande conforto. In base alla primo feedback form anonimo, il livello di soddisfazione complessivo ci ripaga del grande sforzo in quanto pari a 4.27 (in una scala da 1 a 5). Ma abbiamo segnali ancor più forti che ci spingono ad andare avanti, a lanciare una nuova edizione, a proseguire con il percorso di sperimentazione, verso un modello che evolve senza soluzione di continuità. Mi spiego meglio: ho iniziato momenti di confronto con alcune aziende dei nostri corsisti, con i loro colleghi, e sto avendo le conferme circa qualcosa che non era così scontato quando siamo partiti. Ossia che già si vedono i nostri corsisti innestare nelle proprie aziende tool, visioni, e idee dirompenti ispirate dal lavoro che facciamo insieme a Palazzo Vistarino. Grandioso.

Acceleriamo

Bene, allora acceleriamo. Non aspettiamo che finisca il ciclo dei 18 mesi, partiamo già con una seconda classe, a novembre, a distanza di un anno esatto dalla prima.

Ci saranno dei cambiamenti, chiaramente, ma anche tante conferme. Fra queste ultime, il viaggio a Boston, che si arricchirà di nuove sorprese, possibili grazie alle relazioni che si fanno sempre più forti con attori chiave di questo ecosistema, che secondo l’autorevole fonte Hickey & Associates è il più innovativo al mondo.

Punteremo ancora e con rinnovata decisione su flipped classrooms e sessioni basate su simulazioni e apprendimento applicato. Miglioreremo il modello organizzativo per prendersi meglio cura di tutto quello che c’è attorno al momento formativo in senso stretto, per creare un collante ancor più fluido fra contenuti, soft skills, networking a livelli sempre più alti, ed esperienza nel suo insieme. Potenzieremo alcune tematiche, come ad esempio i temi di etica e circular management, quali applicazione in azienda e nei processi decisionali dei paradigmi e dei valori alla base dell’economia circolare. Aumenteranno i laboratori, come quello di improvvisazione manageriale (mai capitato che il relatore che ti precede dica le stesse cose su cui ti eri preparato tu? Ecco…). Lavoreremo in modo ancor più maniacale sul bilanciamento fra soft e hard skills, quale impalcatura che crolla senza uno dei due pilastri. Le novità in assoluto più gustose? Beh, ve le sveliamo poco alla volta nelle prossime settimane, con contenuti ad hoc… Si fa così no?

Verso una nuova umanità

Verso una nuova umanità. Questa esperienza ci sta insegnando molto. Tanto parlare di tecnologie ci sta spingendo verso una riflessione: abbiamo bisogno di ritrovare la nostra umanità, di lavorare su sfumature nuove, di riscoprirne altre che abbiamo dimenticato. Siamo all’alba di una sorta di “umanità artificiale” in pancia a piastrine di silicio: non dobbiamo farci trovare impreparati.

Il superamento del test di Turing è ancora lontano? Non ne ho idea. So però che i traguardi dell’intelligenza reale sono molto concreti, attuali, già oggi ben più pervasivi di quanto non si creda.

La legge di Moore si fa obsoleta. Spazio alla legge di Neven, dove la potenza computazionale cresce in modo “doppiamente esponenziale”, secondo crescite teoriche possibili solo nella fisica quantica e fino ad oggi mai osservate empiricamente nei fenomeni che ci circondano. Per citare Neven stesso: “It looks like nothing is happening, nothing is happening, and then whoops, suddenly you’re in a different world“. In un mondo siffatto, dobbiamo interrogarci su caratteri e valori essenziali e distintivi della specie umana, immersa in un contesto aumentato.

Il self-driving car è forse più lontano di quanto non vi dicano, ma l’assisted driving è incredibilmente vicino. La vostra segretaria avrà il lavoro salvo ancora per un pò, ma l’incremento di produttività che arriva da sistemi di intelligenza artificiale sarà dirompente ed imminente. Il rapporto con il pianeta e i suoi stravolgimenti demografici, le migrazioni di cervelli e non solo, vanno letti con le chiavi dell’imprenditorialità innovativa – circular entrepreneurship – e delle tecnologie. Forse c’è un modo più romantico di affrontare certi temi, ma rischia di essere quello sbagliato.

Pensare che questo sia solo un problema di come si programma un algoritmo, di come innestare regole etiche preconfezionate in una macchina, è solo un comodo “scaricabarile”. Non funziona così. Per risolvere il bug di un software usuale dobbiamo rileggere le righe del codice alla ricerca dell’errore, mentre per risolvere le problematiche dell’intelligenza artificiale dobbiamo ripartire da noi stessi. Abbiamo bisogno di una rinnovata umanità e per farlo dobbiamo partire dalla formazione di talenti e classe dirigente. Qui la pensiamo così.

E’ tempo di fare

Perciò basta parlare, ora è tempo di fare. Lo scorso anno siamo partiti da una sfida complicata, ora l’asticella si alza. Ripetere il grande successo e continuare a migliorare sarà ancor più difficile, lo faremo partendo dagli errori che abbiamo fatto (che ci sono, nessuno lo nega, è così che si sperimenta e cresce), valorizzando l’esperienza che stiamo accumulando. Testa bassa, sotto con il lavoro. Sarà davvero difficile, avremo ancora bisogno del sostegno dei nostri partner, a cui se ne stanno aggiungendo di nuovi. Abbiamo bisogno dei consigli e della fiducia dell’advisory board, anche qui ci saranno ulteriori novità.

Insomma, Executive MBA Ticinensis (EMBAT) funziona, sperimenta, apprende dagli errori, scala, cresce più velocemente di quanto pensassimo. E di questo siamo contenti e orgogliosi, perché EMBAT serve. Queste competenze servono per costruire e condurre le aziende di oggi e domani, per andare oltre il quotidiano e fare le scelte giuste, per guidare il cambiamento. Per non restare paralizzati e fingersi morti, come gli Opossum.

5 luglio 2019: parte la seconda edizione di Executive MBE Ticinensis con l’apertura delle candidature, verso l’avvio delle lezioni nel prossimo novembre. Pronti alla sfida? Noi sì.

Avanti tutta!